cross-culturale

E tu, sei cross-culturale? – 5 principi per lavorare in un villaggio globale

E TU, SEI CROSS-CULTURALE? – 5 PRINCIPI PER LAVORARE IN UN VILLAGGIO GLOBALE

Definizioni preliminari

Conoscerai probabilmente il termine inter-culturale, ma forse non conosci la distinzione che esiste tra questo e il termine cross-culturale.

La differenza forse è sottile, ma è comunque bene evidenziarla.
Entrambi gli aggettivi implicano una relazione, uno scambio tra culture diverse. Tuttavia, nel primo caso lo scambio avviene bi-direzionalmente e implica un cambiamento collettivo di tutti i soggetti, dovuto all’interazione stessa. Nel caso della cross-culturalità invece, la relazione si instaura solitamente per motivi lavorativi o di studio e porta ad una comprensione e accettazione delle differenze, con un conseguente cambiamento, che però in questo caso è solo individuale e non collettivo.

Oggi parliamo quindi di cross-culturalità, perché ci concentriamo su skills del singolo individuo e sulla capacità personale di interagire in ambienti che coinvolgano culture diverse, mentre non tratteremo di cambiamenti collettivi.

La conoscenza di una lingua straniera non è più sufficiente?

Le differenze culturali vengono coinvolte in molti settori della vita, compreso il modo di trattare gli affari e le modalità di cooperazione tra persone di paesi diversi. Essere in grado di parlare in modo fluente una lingua non basta, se non capiamo la cultura e i valori dell’altra persona.

La sviluppo mondiale verso un villaggio globale, la rapida crescita tecnologica e l’apertura dei mercati esteri, oggi, rendono necessarie per le aziende alcune conoscenze che in precedenza non erano richieste. Attualmente, la capacità di cooperazione tra persone di diverse culture è una delle skills più importanti per gli imprenditori che vogliono lavorare sul mercato estero.

Sappiamo tutti che ormai la distanza non è più un ostacolo per lavorare insieme: aziende che collaborano possono trovarsi a migliaia di chilometri, ma rimanere in contatto ogni giorno, telefonicamente o tramite Internet: è sufficiente saper utilizzare i mezzi di comunicazione a disposizione.

Le lingue straniere sono il ponte ideale che permette la comunicazione internazionale, a livello personale, politico, ma anche lavorativo. Tuttavia, la conoscenza del vocabolario specifico e delle strutture grammaticali può comunque non bastare: oltre alla conoscenza della lingua, si deve anche imparare a collaborare con l’altro, anche quando enormi differenze culturali entrano in gioco.

Le dimensioni culturali e l’ambiente di lavoro

Ogni cambiamento provoca stress, per la sensazione di ignoto che trasmette, soprattutto quando si decide di andare a lavorare in un altro paese, tra persone cresciute in condizioni e con abitudini totalmente diverse dalle nostre. La paura e la necessità di adattarsi diventa spesso insopportabile. Per questo motivo alcuni criticano lo sviluppo internazionale, il trasferimento all’estero delle imprese e i confini nazionali sempre più sfumati. In ogni caso, indipendentemente dal fatto che ci si riferisca ad aziende che trasferiscono i suoi prodotti o servizi all’estero, di politica o di relazioni personali, nel XXI secolo tutto questo è realtà: la convivenza di culture diverse – la cross-culturalità.

Il problema delle varie culture nazionali e delle loro differenze non è una novità: ne parlavano già tanti ricercatori del passato. Uno dei più noti è il sociologo olandese Geert Hofstede, che analizzò le differenze esistenti tra le culture. In particolare, nei suoi studi ha riconosciuto le cosiddette “dimensioni culturali”, ovvero degli approcci che le diverse culture hanno riguardo a determinati argomenti.

Vediamole insieme:

* DISTANZA DAL POTERE – definisce i rapporti tra superiori e subordinati, e tra il governo e i cittadini; definisce il grado di accettazione delle disuguaglianze sociali e la tendenza dei superiori a consultarsi con i subordinati, nonché il grado di autorità e di obbedienza ai genitori, ai superiori e al potere;

* INDIVIDUALISMO/COLLETTIVISMO – determina il rapporto tra individuo e gruppo. La maggior parte delle società è solitamente collettivista, ovvero si tratta generalmente di società in cui il singolo tende a puntare più al bene comune che a quello individuale;

* MASCOLINITÀ/FEMMINILITÀ – questa dimensione indica la diversità tra i sessi e i valori prevalenti nelle culture: assertività, ambizione e competitività sono tipiche di culture più maschili, mentre collaborazione e cooperazione sono più femminili;

* RIFIUTO DELL’INCERTEZZA – si determina il grado in cui si è disposti ad accettare l’imprevedibile e l’incertezza nel futuro;

Successivamente, Michael Bond aggiunse un altro parametro:

* ORIENTAMENTO AL LUNGO/BREVE TERMINE: nelle culture con un orientamento al lungo termine, si guarda molto al futuro, mentre quelle orientate al breve hanno una visione circolare del tempo, in cui presente e passato sono in stretta relazione.

L’ultimo fu invece introdotto sulla base delle ricerche di Michael Minkov:

* INDULGENZA/CONTROLLO – esprime la tendenza della società a godere della vita o al contrario ad avere norme di comportamento più rigide.

È importante tenere presenti queste dimensioni quando si assumono persone straniere o si inviano dei lavoratori all’estero, così come quando si decide di lavorare all’estero o in aziende in cui convivono diverse culture. La mancanza di competenze adeguate e della conoscenza delle differenze culturali, può causare non solo la perdita di un contatto commerciale, ma anche errori enormi nelle interazioni.

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Allora cosa fare per ottenere un’ottima competenza cross-culturale ed evitare errori imbarazzanti?

Certamente chi ha avuto esperienze di lavoro con altre culture ha ben capito che la competenza cross-culturale è molto importante. Ignorare abitudini, usi e costumi degli abitanti di un altro paese può influenzare sia la propria carriera all’estero, sia i rapporti con la gente del luogo, e quindi anche il benessere e la vita sociale in ambiente straniero.

Questa apertura mondiale e la diversità culturale è un aspetto ormai comune in diverse realtà lavorative, per cui, i problemi derivanti da barriere linguistiche e abitudini culturali diverse devono essere livellati al più presto.

Quindi, un team multiculturale sarà in grado di lavorare bene insieme se ricorderà in particolare questi aspetti della competenza cross-culturale:

1. CONOSCERE E RISPETTARE LE DIFFERENZE CULTURALI, per ottimizzare le prestazioni della squadra, per capire e tollerare le differenze esistenti tra tutti i lavoratori. Non si tratta solo di riconoscere l’esistenza di queste differenze, ma anche di accettarne determinati aspetti, come le dimensioni culturali riconosciute da Geert Hofstede;

2. STABILIRE DEGLI STANDARD PER LA SQUADRA – quando le differenze culturali saranno riconosciute ed accettate, il passo successivo per il team sarà quello di definire delle norme. Un insieme di regole dovrebbe facilitare una comunicazione chiara, la collaborazione e l’ottimizzazione delle prestazioni della squadra;

3. SVILUPPARE L’IDENTITÀ DELLA SQUADRA E DELINEARE RUOLI E RESPONSABILITÀ – è importante che tutto il team sappia in quale direzione andare e quale sia lo scopo del suo lavoro. Una visione comune contribuisce a creare un’identità di squadra e aiuta a svolgere le attività quotidiane;

4. COMUNICARE ABBONDANTEMENTE – spesso ci può sembrare che i nostri colleghi stranieri ci capiscano al 100%. Tuttavia non è sempre così. La soluzione? Comunicare, comunicare e ancora comunicare! Per essere veramente sicuri della comprensione reciproca, è bene sempre chiedere di parafrasare le proprie parole e parafrasare le parole altrui. Questo ridurrà al minimo eventuali lacune;

5. COSTRUIRE RELAZIONI E FIDUCIA – costruire la fiducia richiede tempo. È importante creare le condizioni per far sì che la squadra possa lavorare insieme efficacemente.

Secondo Quartz, un giornale online americano, è possibile acquisire le competenze interculturali già da bambini, viaggiando all’estero. In questo modo, secondo una ricerca condotta dalla Columbia University, si eliminerebbe la visione egocentrica del mondo, aiutando i bambini ad aprirsi ad altre culture, ad imparare gentilezza ed empatia e a capire come si vive in un ambiente eterogeneo, con persone di cultura, religione, accento o colore della pelle diversi.

RICAPITOLIAMO!

Perché, quindi, abbiamo bisogno di sviluppare la nostra competenza cross-culturale?

Quando ogni giorno a lavoro si incontrano persone di altre culture, si dovrebbero avere le giuste competenze interpersonali, il vocabolario selezionato, gesti e comportamenti che ci permettano di non commettere errori gravi.

Non tutti sono in grado di cambiare completamente ambiente e adattarsi a condizioni diverse da quelle in cui sono cresciuti. Molto dipende anche dalla predisposizione di ognuno.
La tolleranza, l’apertura, la volontà di imparare e un atteggiamento positivo verso l’altro sono solo alcuni degli elementi che sono d’aiuto quando si inizia un’avventura, immersi in una cultura completamente nuova. La competenza cross-culturale certamente è fondamentale per sviluppare queste caratteristiche e sarà d’aiuto anche quando nel proprio paese natale ci si ritroverà a interagire con altre culture.

Pertanto, le competenze cross-culturali dovrebbero essere un must al giorno d’oggi, tanto nel lavoro quanto nella quotidianità. Non possiamo negare di trovarci continuamente faccia a faccia con culture completamente diverse dalla nostra!

RICORDA: non esistono culture migliori o peggiori della nostra, esistono solo culture diverse! È questo il principio fondante che serve per poter lavorare al meglio con l’altro!

Se questo articolo è stato uno spunto di riflessione, se pensi che altri argomenti come questo possano interessarti, se ti interessa essere informato su nuove skills, seguici sui nostri canali e sarai sempre al passo con i tempi!

di Iwona Żabowska

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