GRANDI IMPRENDITORI, GRANDI ARTISTI

Cos’hanno in comune Adriano Olivetti e Vincent Van Gogh? E Russell Simmons e Salvador Dalì? E Renzo Rosso e Kurt Cobain?

Sappiamo che possono sembrarvi accostamenti strani, forse assurdi.. ma in realtà questi personaggi hanno molto più in comune di quanto non crediate. Seppure si tratti di mondi che apparentemente non si toccano, quello dell’arte e quello degli affari richiedono invece caratteristiche associabili in generale ad una figura, il CREATIVO.

Non basta saperci fare con i numeri per fare affari, non basta saper dipingere per essere un artista. Le figure che nel corso degli anni si sono distinte in uno e nell’altro settore hanno dei tratti che richiamano una grande personalità, dal punto di vista umano e professionale. E noi ci siamo divertiti a cercare di capire quali…



La Mission come “opera sociale”

Per quanto l’arte si dichiari libera e slegata da qualsiasi convenzione, il suo è un ruolo anche sociale, da sempre. In passato era molto più chiaro, costituiva l’unico ponte comunicativo tra chi deteneva la cultura e chi non sapeva leggere né scrivere, mentre oggi il suo è un ruolo molto più difficile. Si presenta come mezzo di interpretazione del reale, anzi si intromette concretamente nella realtà, dove il suo obiettivo è spingere alla riflessione, su un livello superiore che scavalca quello estetico. L’arte interpreta e soddisfa dei bisogni, proprio come il marketing.

Così come l’artista comincia a fare arte per esprimere il suo mondo interiore ma inevitabilmente parla della società in cui vive e del suo tempo, così l’imprenditore comincia la sua avventura di business spesso per passione che presto diventa una questione collettiva e non più personale.

Come diceva Adriano Olivetti, l’obiettivo è “una fabbrica produttrice di BENE e non solo di beni, perché oltre che dei suoi clienti l’imprenditore è responsabile di un team, di chi finanzia e di tutti quelli che ruotano intorno al suo brand.


Le 10 caratteristiche del buon imprenditore e del grande artista

Tra le tante doti di queste due figure ce ne sono alcune “di base”, rintracciabili in tutti gli uomini che hanno segnato un percorso di successo.

1. PERSONALITA’

Chi ha lasciato un segno, si sa, ha una grande personalità, e attenzione a non confondere la personalità con l’essere estroversi. Artisti e imprenditori timidissimi ce ne sono stati a bizzeffe, la personalità invece è quel tratto distintivo di chi non passo inosservato.

2. MOTIVAZIONE

E’ risaputo, se vuoi ottenere dei risultati, la motivazione sta alla base di ogni tua azione. Ogni obiettivo diventa risultato se sei fortemente motivato e orientato al risultato, e questo i grandi imprenditori lo sanno. Partire da zero e giungere ad un traguardo può essere un percorso ad ostacoli, così come l’artista nell’atto creativo deve essere pronto a non perdere l’entusiasmo e la motivazione.

3. LEADERSHIP

Una forte personalità porta ad essere un punto di riferimento per chi ti sta intorno. L’artista lo era e lo è all’interno della sua “cerchia” e nella società in generale, l’imprenditore lo è all’interno della sua azienda, nel suo settore, per il suo team e per i suoi dipendenti. La sua è una guida che non impone, ma conduce all’auto-realizzazione e alla coscienza di sé. Il vero leader coltiva e fa fiorire chi ha intorno.

4. PRE-VISIONE

L’artista e l’imprenditore guardano OLTRE, riescono a vedere ciò che ancora non c’è. Questa veggenza permette di cogliere un sentimento o una tendenza che ancora non è espressa e che si concretizza poi nelle loro mani. Guardare un materiale grezzo e trasformarlo in un’opera o intuire un bisogno e trovare il modo di soddisfarlo sono esattamente la stessa cosa.

5. IMMAGINAZIONE

La fantasia è quanto di più misterioso ci possa essere nella mente umana; la scienza ancora non sa di preciso come lavora una mente creativa, e non si tratta solo di emisfero destro e sinistro. Così come esistono delle intelligenze multiple, esistono anche delle creatività multiple.
Sappiamo solo che sognare ad occhi aperti aiuta una “mente vagante” nel processo di incubazione di un’idea. E’ necessario essere un bambino che gioca ancora a meravigliarsi del mondo, per creare. Lo spirito di un creativo non è molto distante da questa scoperta perenne che contraddistingue i più piccoli. “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, diceva Walt Disney. E lui i bambini li conosce benissimo.

6. CURIOSITA’

Osservare, attingere sempre a nuove informazioni, intravedere nuove possibilità, non dare mai nulla per scontato e porsi grandi domande. La curiosità di queste persone li porta sempre in qualche posto fantastico. Pensate che Proust ha passato la vita a guardare gli altri.

7. COMUNICAZIONE

Il vero imprenditore sa comunicatore, il vero artista anche. L’imprenditore sa parlare in pubblico con carisma, sa farsi ascoltare, oggi sa anche comunicare nel web. Il grande artista anche, se il suo carattere pone dei limiti, le sue opere parleranno per lui.

8. PIANIFICAZIONE

Per ottenere dei risultati è anche necessario saper pianificare e gestire risorse, tempi e fasi di lavorazione. In questo alcuni artisti sono carenti, ma spesso, come accadde ad esempio a Salvador Dalì, è qualcun altro che cura la parte amministrativa e gestionale del suo lavoro. Il baffo più celebre della storia dell’arte metteva tutto nelle mani della sua musa, amante e manager, Gala. Era lei che teneva i conti e negoziava i contratti, bilanciando la mente creativa ma astratta del compagno.

9. RESILIENZA

Gli imprenditori, così come i grandi artisti, accettano le sfide e non hanno paura di rischiare. Questo a volte porta anche a fallire, come è giusto che sia. La loro capacità di sfruttare anche questi eventi negativi a loro favore porta a rialzarsi e correggere il tiro, creando qualcosa di ancora più grande. Jackson Pollock, il pittore americano conosciuto per la tecnica del dripping (quella in cui il colore è schizzato direttamente sulla tela) passerà i primi anni della sua vita artistica imitando Picasso e Mirò, in un mare di frustrazione. Continuava a dipingere cercando la sua strada, fino a quando non si rese conto che se la pittura è espressione del Sè, lui doveva combatterci con la tela.

Se questo non vi basta, pensate a Edison e ai suoi 1093 brevetti prima di arrivare alla lampadina.

10. COMPLESSITA’

Sì, queste persone sono complesse, paradossali, odiano la routine e cercano di creare delle proprie regole se non si riconoscono nella realtà che li ospita. “E’ davvero difficile per le persone creative conoscere se stessi, perché il sé creativo è più complesso di quanto non lo sia quello non creativo” spiega Scott Barry Kaufman, psicologo della New York University.


“Tutto procede secondo i miei piani”

Dire che Kurt Cobain fosse un grande imprenditore può sembrare un po’ azzardato, anche perché non era molto avvezzo alla celebrità, ma ragioniamo. Kurt Cobain voleva portare i Nirvana al successo, questo era il suo obiettivo. Un imprenditore ha successo proprio quando la sua passione è così trascinante da portarlo ad organizzare le risorse disponibili in un modo nuovo, inusuale e più efficiente.

Kurt stava sconvolgendo la scena musicale, e ne era consapevole. Il mix innovativo di punk, pop e rock anni ’70 permisero ai Nirvana di cambiare il volto della musica pop per sempre.

Nel documentario girato nel 2006 “About a son”, Cobain ha rivelato che “tutto stava procedendo secondo i loro piani”. Il successo non era “capitato”, il successo lo aveva pianificato e conquistato.

Ormai è chiaro quindi, un imprenditore e un artista di successo pensano e agiscono in maniera diversa dagli altri. Un mix di tratti della personalità, abitudini e forma mentis che permette di far nascere delle idee a cavallo tra follia e genialità.

Ma il successo non è mai “per caso”. C’è sempre qualcuno che prima lo ha sognato.

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