RESILIENZA …YES WE CAN

Cos’è la resilienza, perché serve così tanto e come aumentarla

Più resilienza per tutti! In questo tempo così difficile non farebbe male aumentare il livello di resistenza alle avversità di ognuno di noi e della nostra società, non trovate?

“E’ un mondo difficile … vita intensa… felicità a momenti.. futuro incerto”.

Non sbagliava il mitico Tonino Carotone in una hit indimenticabile della mia gioventù, si perché oramai lo scenario in cui le nostre vite e attività si svolgono è stabilmente incerto, contraddittorio, variabile, difficile da decifrare (… questa è la nuova normalità per chi non l’avesse ancora capito).

Crisi e fallimenti non sono eventi rari anzi, la nostra capacità di resistere alle avversità e reagire andando avanti è continuamente messa alla prova. Cerchiamo quindi di entrare un po’ più nel merito di questo attributo iniziando a capirci qualcosa in più!

Cos’è la resilienza?

Etimologicamente la parola deriva dal latino “re-salire” (rimbalzare, saltare indietro, rimbalzare) e se cerchiamo su google abbiamo queste due definizioni:
1 – Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
2 – In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

“Mi piego, ma non mi spezzo” stiamo parlando di questo in sostanza, cioè della capacità degli individui di resistere a traumi, fallimenti, avversità più o meno gravi e continuativi nel tempo ritornando ad un stato di normalità e, nonostante tutto, andare avanti.

La resilienza quindi è una caratteristica di ognuno di noi (si ce l’abbiamo tutti chi più, chi meno), essa ha a che fare con questo “cambio di senso” attribuito all’avversità che viene ricontestualizzata in modo funzionale alla continuazione di un percorso. Le persone resilienti soffrono lo stesso, magari anche di più rispetto ad altri, ma reagiscono, riescono a dare un senso al momento che stanno vivendo continuando a persistere nei loro obiettivi, nel loro cammino.

Essere resilienti significa fare pace con la propria vulnerabilità, ricercando la forza all’interno della consapevolezza del limite – parafrasando Malaguti.

La resilienza è pertanto una dimensione molto collegata al livello di consapevolezza dell’individuopiù so chi sono, più so che voglio, più so perché lo voglio… maggiore sarà la mia capacità di reagire e ridare senso alla situazione negativa che stiamo fronteggiando. Dovremo pensarla quasi come una caratteristica della motivazione e in effetti nelle persone resilienti la motivazione non viene meno, non è abbattuta dalle difficoltà bensì si rianima e rilancia attraverso di esse.

Bene, abbiamo detto quindi che la resilienza è una caratteristica potenziale di ognuno di noi, aggiungiamo ora che essa è composta sia da elementi interni alla persona che da elementi esterni.

Gli elementi della resilienza:

– L’ottimismo e l’autostima
– L’apertura al cambiamento
– L’autoefficacia percepita
– La speranza nel futuro
– Il supporto sociale

Sottolineerei soprattutto due elementi che potrebbero non essere così immediati: il proprio senso di autoefficacia è determinante per avere un buon livello di resilienza. Esso pertiene la capacità percepita dell’individuo di incidere sul proprio destino, di avere il controllo di fatti e contingenze che si trova ad attraversare, riuscendo ad impattare su di essi per raggiungere ciò che vuole. Probabilmente nessuno ha il controllo completo del tutto, ma percepire di poter incidere, di poter cambiare le situazioni con il proprio operato è determinante.

Altra importante sottolineatura è collegata al supporto sociale, noi non siamo soli viviamo immersi in relazioni sociali che possono aiutarci e sostenerci nei momenti difficili. Essere consapevoli che questo possa essere un canale accessibile ci rende più resilienti.

Da soli si è più deboli, insieme lo siamo meno, l’uomo è un’animale sociale e questa variabile ha un peso all’interno anche della capacità di reazione del singolo o dei gruppi.

Come migliorare la propria resilienza?

Se non vi sentite particolarmente resilienti non abbiate paura, si può migliorare! Come?
1. Imparando a lavorare per obiettivi perseverando nel lungo periodo. Abituarsi a inseguire un risultato nel tempo, pianificando azioni, osservando i risultati correggendo la rotta è un’ottima abitudine.
2. Allenandosi a mantenere l’attenzione sulle situazioni ed emozioni positive anche nella tempesta, celebrando adeguatamente i propri successi e diminuendo le lamentele sterili, soprattutto noi italiani siamo bravissimi a piangerci addosso e condannarci.
3. Prendendosi la responsabilità dei propri errori ed imparando le lezioni del passato – l’errore è una fonte preziosa di apprendimento e rafforzamento individuale, oltre ad essere inevitabile.
4. Imparando ad essere più “impermanenti”, a vedere cioè con più distacco le cose che accadono sviluppando la nostra capacità di osservazione oggettiva del tutto.
5. Prendendosi cura di se stessi – e aumentando le nostra capacità di ascolto individuale – quando siamo fuori fuoco difficilmente potremo essere resilienti.
6. Praticando il supporto sociale verso gli altri e osservando l’effetto positivo conseguente che si ottiene sia verso gli altri ma anche verso se stessi!

Alla fine vorrei concludere con un appello!

Noi abbiamo più che mai bisogno di “sogni audaci” e di persone che siano in grado di seguirli con coraggio, nonostante i propri limiti, nonostante il limiti del contesto in cui ci troviamo. Persone che accettano di soffrire a lungo per arrivare da qualche parte che sentono di dover raggiungere.

“Non abbiate paura!” come ha detto più di un PAPA perché alla fine se ci neghiamo la possibilità di seguire i nostri sogni, che cosa rimane di noi veramente?

Danilo

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